Archivio della categoria: racconti

MISTERY

Erano i primi giorni di settembre, la città pareva risvegliarsi a certe ore ma come per un falso allarme, o per uno scherzo bonario, poi tornava prontamente a sonnecchiare in quella che era l’ultima luminosa coda d’estate. Ancora per poco,

MISTERY

Erano i primi giorni di settembre, la città pareva risvegliarsi a certe ore ma come per un falso allarme, o per uno scherzo bonario, poi tornava prontamente a sonnecchiare in quella che era l’ultima luminosa coda d’estate. Ancora per poco,

decadence

EXHIBITION Tu mi chiedi lontano un vetro, dipinto sembri dalla mano di un Lotto, quanto costa questo quadrato di cemento, no non la vedi tu la spirale d’attesa dove Brunilde lotta con l’angoscia di sapere dov’è Sigfrido. Non senti tu

decadence

EXHIBITION Tu mi chiedi lontano un vetro, dipinto sembri dalla mano di un Lotto, quanto costa questo quadrato di cemento, no non la vedi tu la spirale d’attesa dove Brunilde lotta con l’angoscia di sapere dov’è Sigfrido. Non senti tu

la partenza disattesa

C’era una bambina nell’androne della stazione, non nella sala d’attesa, nell’androne. Lo spoglio illuminato, arcuato androne settecentesco, nascosto e tutto occultato dalla ferraglia e dallo stridore dei treni. Pochi conoscono quel luogo silenzioso, tutta attesa intenta, rapita, concentrata. La bambina

la partenza disattesa

C’era una bambina nell’androne della stazione, non nella sala d’attesa, nell’androne. Lo spoglio illuminato, arcuato androne settecentesco, nascosto e tutto occultato dalla ferraglia e dallo stridore dei treni. Pochi conoscono quel luogo silenzioso, tutta attesa intenta, rapita, concentrata. La bambina

aria-respiro-luce

Le pareti dichiaravano freddo, silenzio. La luce ripeteva solo bianco: il bianco marmoreo lucidato del lavabo dove penzolavano già scalati i capelli scarlatti della ragazza vestita di seta indaco. Ogni movimento attutito era una movenza felina, un ribadirsi di sinuoso

aria-respiro-luce

Le pareti dichiaravano freddo, silenzio. La luce ripeteva solo bianco: il bianco marmoreo lucidato del lavabo dove penzolavano già scalati i capelli scarlatti della ragazza vestita di seta indaco. Ogni movimento attutito era una movenza felina, un ribadirsi di sinuoso

il mare di Milano

È incomprensibile, ma a Milano certe sere, tipo queste, c’è un odore salmastro, un odore di mare e spiagge sterminate solcate dalle onde. Emilia sta alla finestra. E lei lo vede, il mare. Dice che è per via di tutta

il mare di Milano

È incomprensibile, ma a Milano certe sere, tipo queste, c’è un odore salmastro, un odore di mare e spiagge sterminate solcate dalle onde. Emilia sta alla finestra. E lei lo vede, il mare. Dice che è per via di tutta

le torri

Le torri si innalzano esposte per quindici piani. Qualcuna vacilla sembra sull’orlo di crollare, crollare a picco poi un movimento come una piuma che passa invisibile la sorregge e allora trattengo il fiato, prima di soffiare come si fa con

le torri

Le torri si innalzano esposte per quindici piani. Qualcuna vacilla sembra sull’orlo di crollare, crollare a picco poi un movimento come una piuma che passa invisibile la sorregge e allora trattengo il fiato, prima di soffiare come si fa con